Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

E al bagaglio delle loro conoscenze ed esperienze se ne aggiunge un’altra. I ragazzi del quartiere Kalsa sabato mattina, grazie ad Addiopizzo e alla Lega Navale Italiana, sono saliti a bordo di una barca a vela. L’obiettivo è sempre lo stesso: cercare di includere i ragazzi che hanno sempre vissuto in contesti difficili, e a volte sbagliati, in realtà nuove; avvicinarli a mondi sconosciuti, stimolare la loro curiosità e far vedere loro che esistono al mondo infinite cose da imparare e da amare. L’installazione dei giochi a piazza Magione e della palestra nel quartiere è stata realizzata con la stessa speranza, quella di concentrare i cittadini e i ragazzi soprattutto, in attività sane da svolgersi in condivisione. Ed è così che ieri mattina al porto della Cala, dal Polo della LNI per le attività sociali “Oltre le barriere”, i ragazzi di piazza Magione, sono saliti a bordo delle imbarcazioni. Tra queste anche la “Azimut”, la barca a vela a due alberi di oltre 12 metri, sequestrata dalla Guardia di Finanza, lungo la costa meridionale siracusana, in seguito ad una operazione di lotta alla immigrazione clandestina. I ragazzi hanno avuto modo di conoscerne gli spazi e le dimensioni dell’imbarcazione e hanno imparato le regole e i comportamenti da seguire in navigazione. Muniti di cappellini bianchi e in tenuta sportiva sono saliti emozionati a bordo della barca e hanno imparato come ci si muove su di essa. In poche ore già tutti conoscevano i termini degli strumenti tipici dell’imbarcazione. Mille domande, tanta curiosità  e tanta voglia di sapere. Alcuni hanno provato a mettere in atto alcune manovre e per qualche momento si sono trasformati in navigatori provetti. Un mondo nuovo per tanti di loro che ora avranno da raccontare ai loro amici l’esperienza vissuta e chissà che per qualcuno non sia nato un sogno nuovo, quello di imbarcarsi e di lavorare nel settore navale. “E’ così che si combattono le battaglie e si può sperare di contrastare il malcostume, l’illegalità diffusa e il sistema di potere mafioso . Non è sufficiente accompagnare e sostenere commercianti e imprenditori a denunciare – spiegano infatti da Addiopizzo – se non si agisce nel contesto sociale in cui si vive, permeato da sacche di degrado urbano e sociale che contribuiscono ad alimentare il sistema sbagliato”. Ed è per questo che gli operatori di Addiopizzo puntano soprattutto sulle nuove generazioni, sui giovani, affinchè non abbandonino la scuola e non si perdano in strade sbagliate lasciandosi trascinare dal vortice della famiglia e il contesto sociale in cui vivono. Si vuole dar loro una speranza di vita migliore e la consapevolezza di cosa è veramente giusto fare e di cosa bisogna invece non fare per rimanere persone pulite e dignitose. Questa si chiama educazione. E’ questo ciò che Addio pizzo vuole fare: educare i giovani alla vita e renderli risorse preziose alla comunità. Ed è col gioco e con le attività che si possono coinvolgere i ragazzi, con ciò che a loro piace fare, con lo sport, i laboratori ricreativi  e tutto ciò che può  tenerli  impegnati e vicini ad altri ragazzi. Tutto viene svolto all’insegna della collaborazione e della condivisione perché a fare le cose c’è piacere, ma quando si fanno insieme agli altri il piacere diventa più grande. Ed è così che nascono le amicizie, i sogni, la stima di se stessi, la fiducia nelle proprie capacità e in quella degli altri e la forza di dire no a ciò che è sbagliato.